La silent hill delle pecore. (asini con l’iphone)

P.S. quello che segue è il solito post di sfogo il cui unico scopo è consentirmi di non andare dallo psicanalista.

Pecore che vagano su una collina immersa nella nebbia. Ecco cosa siamo. Quando vedi costantemente cose del genere, persone che fanno la finanziaria per comprarsi roba come l’IPOD TOUCH, (che, cazzo, cosa più superflua non esiste), non puoi evitare di incazzarti.

Non puoi.

“Tutti abbiamo diritto ai nostri piccoli sfizi.” Se mentre leggi l’hai pensato vaffanculo a te e al tuo buonismo politicamente corretto.

Davvero. Vaffanculo.

E’ in questi momenti che capisci che non ha senso dire roba sensata. Ha senso solo dire vaffanculo. Vi-a effe-effe-a incuùlo. Mi sto dando un tono citando la battuta di un film, mi avete scoperto.
Piano piano ti rendi conto che è tutta fatica sprecata.
Non ha senso cercare di fare le cose per bene. Diffondere cultura. Amore per la verità. Per ogni Uomo che nasce (di quelli con la U grande) ci sono comunque 10 stronzi.
La maggioranza vince, a che gioco vuoi giocare? Questa è la democrazia.
E il tuo voto vale uno, che tu abbia ragione non importa. Ciò che importa è che tu sia convincente perché alla fine sarà il gregge a decidere.

Lo so, non sto dicendo niente di nuovo, cose come questa le hanno dette in tanti prima di me, e molto meglio. Ma io così mi risparmio una seduta dallo psicanalista.

Non ha senso cercare di farsi largo con la sincerità, con il dibattito, cercando di diffondere delle idee complesse. Non ha senso perché la visione d’insieme non interessa a nessuno. a tanta gente. (meno manicheo, so che puoi farcela)
Parla con le persone e cerca di trovare delle briciole di altruismo. Lo trovi? Certo!!! Siamo tutti altruisti. L’altruismo trova spazio nella stragrande maggioranza delle persone solo quando non implica la minima rinuncia. E’ un vanto gratuito.

In questi momenti capisci Berlusconi. E per un momento gli dai pure ragione. Che senso ha essere altruisti in un mondo di stronzi che si comprano l’iPOD a rate perché la radio da 2 euro che trovi nel Dixan è da barboni e il lettore mp3 -che hai già nello smartphone- mica puoi usarlo, non va bene se no ti finisce subito la batteria e poi l’audio dell’ipod è molto migliore.

In questi momenti capisci Berlusconi. Capisci anche Nerone.

Capisci la sua visione dell’Italia: capisci che tanto i numeri si raggiungono con gli slogan. Con le favole. Lo capisci perché viviamo in mezzo a persone che davanti a un testo di 10 righe ammettono candidamente “Ma che sei fuori? Troppo lunga questa roba, fammi il riassunto”. Lo capisci dal fatto che se scrivi una coglionata qualsiasi sul calcio su facebook ti arrivano subito 345 mi piace e 600 commenti ma se discuti di legalizzazione o depenalizzazione delle droghe ti rispondono solo quei quattro stronzi di amici che fumano, e solo per difendere il proprio diritto a coltivarsi le piantine in terrazzo senza patemi d’animo, ma di discutere riguardo le carceri sovraffollate, famiglie distrutte e introiti della malavita non frega a nessuno. Anzi guai a parlarne di questi temi, che poi la gente del mio paese penserà che mi voglio fare le canne. Capisci che se sei davanti a un gregge di pecore non ha senso parlare di filosofia, di etica.
Devi belare.

Pane e figa per tutti. Beeeeh.

Non funziona più? Certo che non funziona più, siamo pecore mica Homer.
Pane e figa l’ha già detto il Berlusca, mica ci ricasco. Adesso funziona parlare di articolo 18, funziona punire la casta, funziona tassare il vicino con il suv, funziona la caccia alle streghe a notai, avvocati, giornalisti e politici. Ma non è forse belare anche questo? Far passare il concetto che la soluzione stia in quelle poche cose che non riguardano la maggior parte di noi, in modo che la maggior parte -sapendo di non dover muovere un dito- ti dia ragione?
Così ha fatto Berlusconi nel ’94. Ci ha detto che ci pensava lui, che le risorse c’erano, che era capace e avrebbe sistemato tutto. Nessun dovere da parte nostra, nessuno sforzo.
Silent Hill era un gioco che faceva cagare addosso, non siamo tutti eroi e camminare da soli nella nebbia fa paura. Pure io ho paura del buio e al cinema quando ci sono i trailer dei film horror chiudo gli occhi mi tappo le orecchie e faccio lalalallalaà finché non finiscono.

Ghe penso mì!

E invece non ci deve pensare lui. Ci dovete pensare voi, ogni giorno, a quello che fanno gli altri e a quello che fate voi:perché se comprate l’iphone a vostro figlio mentre siete in cassa integrazione state crescendo un figlio di merda. Se vi lamentate con il maestro se vi boccia il figlio perché è una capra invece di tornare a casa e calpestargli l’xbox a piedi uniti siete i primi a contribuire al fiorire di un paese di merda. Non mi interessa se lo fate perché gli volete bene. State crescendo un idiota viziato che pensa che tutto gli sia dovuto. State crescendo uno che quando a lavoro ci sarà da stare mezz’ora in più se ne andrà a casa perché il suo orario era finito, e chi se ne fotte se i miei colleghi sono nella merda. State crescendo uno dei tanti che non capirà l’amore per la fatica, per la conquista, il concetto di dignità e di orgoglio. Uno con cui non ha senso stare a discutere. Una di quelle persone che vede solo la sua immagine allo specchio. Uno di quelli che sai già che l’unica cosa che ha senso è raccontargli quello che vogliono sentirsi dire e poi farsi beatamente i cazzi propri. Uno che se gli dici che qualche cosa non va scappa, non ti sente, o pensa che tu sia stato cattivo con lui.

Le pecore vivono in un gregge ma sono individualiste. Belano tutte insieme, ma se arriva il lupo e ne attacca una le altre scappano.
Certo è la loro natura. Il gregge funziona così.
Ma io non sto parlando alle pecore.

Le pecore non sanno leggere.

accalloNation
Sono uno che si dimentica tutto.
uno che si è dimenticato cosa significa andare dal parrucchiere.
Sono uno che ride da solo.
Sono uno che non piange da solo.
Sono uno che odia le cose preconfezionate.
Sono uno a cui piace smontare le cose.
Sono uno a cui piace anche rimontarle, le cose.
Sono uno a cui non piacciono i dolci, ma la panna montata sì.
Sono un montato, come la panna, ma ho superato i 32 anni, quindi sono rancido.
Sono uno che non si entusiasma mai, oppure che si entusiasma troppo.
Sono uno a cui piace conoscere la gente rotta.
Sono uno che si rompe in fretta della gente che non ha dubbi.
Sono uno a cui piace il silenzio senza gli imbarazzi del silenzio.
Sono uno a cui piace ascoltare il fondo del mare.
Sono uno a cui piace guardare il fondo del bicchiere.
Sono uno a cui piace toccare il fondo.
Risalire, anche risalire mi piace, ma per arrivare alla cima ci sono molte strade, e io sono ancora fermo all’incrocio.

2 thoughts on “La silent hill delle pecore. (asini con l’iphone)

  1. come darti torto… bravo.

  2. Amedeo Carboni says:

    visione dannatamente corretta… troppi di più gli idioti the provar a fare ragionare.. realisticamente nessuna speranza.

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