Il sociale e l’antisociale: facebook edition

Ciao. Continuo a sentire molti dire che facebook fa male alla socialità, perché sta facendo rinchiudere le persone nelle proprie case: tutti cliccano mi piace, linkano cose, condividono ma alla fine passano più tempo là da soli che in compagnia. Forse questo è vero e l’abuso di internet porta con se una serie di difetti su cui non voglio e non posso sindacare, ma quello che vorrei contestare oggi è l’inutilità sociale del mezzo: facebook è  uno strumento sociale UTILISSIMO anche per l’uomo asociale e consente di risparmiare un sacco di tempo.

Quale tempo? Il tempo che normalmente ci servirebbe per scoprire che le persone che abbiamo appena iniziato a frequentare non ci piacciono, ad esempio. Col poco spazio a disposizione che contraddistingue i giorni nostri, uno strumento di questo tipo è una benedizione: un setaccio favoloso che fa emergere con grande facilità cervelli di gallina, capre sgrammaticate, fondamentalisti di ogni sorta. Prima di facebook poteva succedere di incontrare brutte persone su internet, magari su icq, skype o C6 (lo so, sono anziano e lo sto ammettendo). So di persone che per portarsi a letto una ragazza -grazie a fastweb e adunanza- scaricavano immediatamente tutta la discografia del cantante preferito della povera babbea, circuita con un pugno di bytes.

Di seguito un discorso tipo, che ho inventato adesso e che scimmiotta in maniera sommaria e abbreviata questa realtà diffusa:
Maschio ingannatore – Ciao, sei molto carina. Ti va di fare due chiacchiere?
Femmina ingenua – Grazie, anche tu non sei male. Ok.
Maschio Ingannatore – Che musica ascolti?
Femmina – Mah, vari. Sicuramente non li conosci. Sono una persona sofisticata.
Maschio ingannatore – Dai dimmene qualcuno guarda che ti posso stupire.
Femmina – Ok… Allora mi piacciono molto i Libertines e i Silverchair ad esempio.
Il ragazzo ovviamente non li ha mai sentiti nominare.
Maschio paraculo – Incredibile! Sono praticamente i miei gruppi preferiti! Aspetta un secondo che hanno suonato alla porta! Torno subito! 😀
[/open emule adunanza (7 mb/sec di banda)-download discografia silverchair-download discografia Libertines]
[/open google: search “libertines canzoni migliori”]
[/open youtube: search “silverchair” – ordina per numero di visualizzazioni]
-download completati- ascolto compulsivo di alcune canzoni.
Maschio paraculo di ritorno – Eccomi! A me piace troppo music when the lights go out dei libertines, e Miss you love dei Silverchair. Ma lo sai che quando l’ha scritta l’aveva appena lasciato la ragazza e stava per suicidarsi?
Femmina circuita senza merito – Siiii cee incredibile piacciono troppo anche a me!!!!! Assurdo sono le mie canzoni preferite! <3 Ma dimmi, che fai stasera?

Ecco. Questo con facebook non può accadere. Giusto poco tempo fa ho sentito alcuni genitori preoccuparsi del fatto che il social network in questione consenta di costruire immagini di sé diverse dalla realtà, così da ingannare il prossimo a proprio piacimento. La quantità di divorzi causati da facebook unita all’imprecisione e alla stupidità umana, dimostra, a mio parere, il contrario.  La presenza simultanea di molti contatti personali su una bacheca è difficile da gestire o da arginare. Le impostazioni di condivisione, queste sconosciute, unite al malefico “amici di amici” costituiscono un rischio. Così se anche una persona prova a raccontarci boiate al solo scopo di affascinarci è difficile che riesca a mantenere coerenza con il mondo digitale che gli scorre sotto i piedi. Se c’è un problema del raccontare balle è che bisogna ricordarsele, ma è senz’altro peggio non avere il controllo sulla prateria di amici che interagiscono con le nostre bacheche. Insomma bluffare su facebook è un po’ come essere sposati e cercare di invitare una ragazza a uscire durante la cena di natale coi parenti.

Ma ho divagato; il discorso iniziale doveva essere un altro e cioè: non è vero che facebook ci isola. Facebook è innocente ed è anzi un ottimo strumento, e il fatto che le persone ci passino del tempo è proprio il motivo fondamentale per cui risulta essere un utile filtro sociologico. L’opportunità di sapere se ci sia qualcosa da fare la sera è centuplicata e la possibilità di trovare persone affini con cui chiacchierare, condividere esperienze o fare bambini è infinitamente maggiore e ci consente di focalizzarci su target interessanti con molta più precisione.

Certo, è anche vero che però ci fa odiare molta più gente, subito.

Ma per oggi volevo guardare il lato positivo.

 

accalloNation
Sono uno che si dimentica tutto.
uno che si è dimenticato cosa significa andare dal parrucchiere.
Sono uno che ride da solo.
Sono uno che non piange da solo.
Sono uno che odia le cose preconfezionate.
Sono uno a cui piace smontare le cose.
Sono uno a cui piace anche rimontarle, le cose.
Sono uno a cui non piacciono i dolci, ma la panna montata sì.
Sono un montato, come la panna, ma ho superato i 32 anni, quindi sono rancido.
Sono uno che non si entusiasma mai, oppure che si entusiasma troppo.
Sono uno a cui piace conoscere la gente rotta.
Sono uno che si rompe in fretta della gente che non ha dubbi.
Sono uno a cui piace il silenzio senza gli imbarazzi del silenzio.
Sono uno a cui piace ascoltare il fondo del mare.
Sono uno a cui piace guardare il fondo del bicchiere.
Sono uno a cui piace toccare il fondo.
Risalire, anche risalire mi piace, ma per arrivare alla cima ci sono molte strade, e io sono ancora fermo all’incrocio.

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