FACEBOOK TI AMA E CANCELLA I FAN FALSI: ma è davvero così?

loveyoumark

Dal 12 marzo il nostro amato social blu ha iniziato l’opera di scrematura dalla fuffa, ha iniziato cioè a eliminare gli “account inattivi”, dalle pagine. I profili falsi, i morti e gli account disattivati non verranno più conteggiati nel calderone dei like delle pagine.
Questa decisione -dicono da Menlo Park- è stata presa per garantire una maggiore qualità del servizio, dato che si suppone che i seguaci delle pagine fan siano veramente persone reali, e che voi non vogliate spendere migliaia di euro per far arrivare i vostri contenuti sulla bacheca di un utente che non apre facebook dal 2008, o peggio, che non esiste. Solo utenti reali quindi e non finti profili inattivi. Sulla carta, almeno.

Sarà veramente così?
Forse ricorderete che a suo tempo io ho gonfiato il contatore dei miei fan tramite pratiche non lecite acquistando 5000 fan per circa 5$ (ne parlavo qui) da un noto servizio (SeoClerks) che fornisce fuffa digitale a basso prezzo. L’ho fatto -con tutta evidenza- per capire come funzionasse il meccanismo. Il risultato è stato che la mia pagina fan è stata invasa in pochi giorni da migliaia di utenti provenienti da Bangladesh, Turchia e zone limitrofe. Veri o falsi? Non si sa. Di sicuro inutili. Ciò che però è interessante notare è che stando agli annunci di facebook avrei dovuto perderli più o meno tutti, invece di questi 5000, in questi giorni ne ho perso circa 400. 

Di sotto riporto il messaggio di “facebook for business”. Lo so, suona un po’ ironico.

“Whether you’re a public figure, media organization or other Page owner on Facebook, it’s important to understand who your followers are, what they care about, and what’s working for your audience.
To make audience data even more meaningful for Pages, we’re updating the way Page likes are counted by removing memorialized and voluntarily deactivated accounts from Pages’ like counts. This change ensures that data on Facebook is consistent and up-to-date”.

Dai messaggi di facebook non si capisce quale sia la posizione del social blu rispetto ai “bot”. Sono account inattivi? Non si sa. Quello che io so è che ho comprato 5000 fan falsi a 5 dollari e li ho ancora quasi tutti.

Chiunque amministri una pagina fan sa quanto facebook in questi anni si stia trasformando in una piattaforma di marketing,  in cui cacciare il grano è ormai obbligatorio se si vuole ottenere una degna visibilità. (ne ho parlato QUI). Alla luce dei fatti niente ci vieta di pensare che anche questa sia un’operazione di marketing, e che al grido di  “più trasparenza e professionalità” sulla piattaforma, il caro Mark e soci ce la stiano buttando nuovamente undercool, raccontandoci la favoletta e sussurrandoci all’orecchio che non farà male.

La realtà, a guardar bene non è così favolosa e anzi negli ultimi tempi i ragazzotti del social color puffo non vanno per il sottile e di sicuro non mettono in primo piano il benessere dei propri utenti, ma il loro profitto: regole ferree contro i trasgressori, vietati i nomi di fantasia, vietato usare il proprio account personale per sponsorizzare le attività lavorative. Chi usa facebook “per lavoro” deve avere una pagina, pena la cancellazione dal social: spesso e volentieri un atto d’ufficio, senza preavviso e irreversibile. Ma di questo parleremo nella prossima puntata.

accalloNation
Sono uno che si dimentica tutto.
uno che si è dimenticato cosa significa andare dal parrucchiere.
Sono uno che ride da solo.
Sono uno che non piange da solo.
Sono uno che odia le cose preconfezionate.
Sono uno a cui piace smontare le cose.
Sono uno a cui piace anche rimontarle, le cose.
Sono uno a cui non piacciono i dolci, ma la panna montata sì.
Sono un montato, come la panna, ma ho superato i 32 anni, quindi sono rancido.
Sono uno che non si entusiasma mai, oppure che si entusiasma troppo.
Sono uno a cui piace conoscere la gente rotta.
Sono uno che si rompe in fretta della gente che non ha dubbi.
Sono uno a cui piace il silenzio senza gli imbarazzi del silenzio.
Sono uno a cui piace ascoltare il fondo del mare.
Sono uno a cui piace guardare il fondo del bicchiere.
Sono uno a cui piace toccare il fondo.
Risalire, anche risalire mi piace, ma per arrivare alla cima ci sono molte strade, e io sono ancora fermo all’incrocio.
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